Recensioni

 

… Le sue figure di bambini e bambine sono un po ‘meno degli Innocenti di venire li pensiamo. Hanno la forza seducente delle foto di Lewis Carroll, il professore di matematica Che adorava le bambine alle qualifiche dedicò lo splendido “Alice nel Paese delle Meraviglie.”. (Serena Leale – La Sesia)

… prevalgono le figure umane, parcellizzate Spesso, Velate o stravolte, ma all’opposto, colte in momenti di profondo intimismo, quasi riproducessero ottocenteschi interni Borghesi. Le ascendenze pittoriche, dichiarate non Seppure, sono evidenti in gran parte delle fotografie, ma sono le immagini stesse ad emergere lentamente dai sedimenti della coscienza e ad assumere, quasi come per una Loro Capacità Intrinseca, un Ruolo dominante nel processo creativo. (Rosella Tona – L’Eusebiano)

… E le sue tecniche: solarizzazioni, viraggi, Tinture e manipolazioni più o meno sperimentali, e la pittura Che si incrocia con la lastra impressionata, in Ambiguo senso … non tanto procedurale Quanto concettuale. Ma alla Consapevole ambiguità di un pittore Mattiuzzi e fotografo d’arte si affianca l’eclettismo di un uomo di cultura Che sa di musica, di letteratura, di linguaggi dell’animo. ( Alessandro Galluzzi – La Provincia) 

… Le opere sono quelle del Suo filone principale, Quello Che Si potrebbe definire arcadico, legato alla fanciullezza e all’adolescenza, ritratta Nella sua autenticità più naturale, con evidenti richiami al classicismo della mitologia greca. Su queste immagini (principalmente ritratti di fanciulli), s’innesta l’elaborazione sovrapposizioni con viraggi e successivi. Ogni composizione è una piccola scena teatrale e racconta una sua storia minima. L’attuale mostra è una buona occasione per ammirare l’opera di un autore sensibile e raffinato. (Giampiero Prassi – Notizia Oggi)

… Uno sfondo di cieli plumbei, un incantesimo di occhi sgranati, fantasmi di legni abbattuti e di fatiscenti caso alla periferia del mondo tesi ad evidenziare la nudità di un Efebo in piena luce: racconto, in chiave Almeno Appena accennata di riscontro, Risulta Essere la prosa dolorosa del mondo fotografico di Marco Mattiuzzi. (Rosella Tona / Fabio Ponzana – L’Eusebiano)

… Le fotografie esposte provengono Hanno tema l’adolescenza ed ognuna di esse, oltre alla bellezza dell’immagine in se Stessa, offre all’attento Osservatore una doppia lettura: come la presa di coscienza da parte della bambina del passaggio dall’infanzia alla pubertà, o come la ricerca di identità di “Dioniso Fanciullo”. (Paola Ossola – La Provincia)

… Quei Negativi sovrapposti, elaborati con solarizzazioni, viraggi cromatici multipli e le coloriture EFFETTUATE a mano, ci portano lontano. Per chi conosce Marco, Si potrebbe benissimo adattare uno lui La definizione poetica, con la Quale venivano Chiamati i fotografi dell’800, Che operavano all’esterno: “pellegrino del sole”. (Pino Marcone – L’Eusebiano)

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