Marco Mattiuzzi
(fotografia di Rosario Tinnirello)

Artist Statements

Amo il periodo pittorialista, quello che si proponeva di combinare insieme pittura e fotografia, e per questo motivo le mie opere hanno una somiglianza con le stampe realizzate con le antiche tecniche, dalla gomma bicromata alla oleotipia, un modo per ottenere risultati in bilico tra fotografia e pittura, tra reale e finzione così da stimolare ulteriormente la fantasia di chi le osserva.

Il mio set fotografico è il PC e con questo creo ambientazioni 3D, allestisco un mio teatro di posa che popolo di corpi artificiali che con la loro ambiguità – come i manichini utilizzati da Bernard Faucon – provocano sconcerto, inquietudine e turbamento. Al suo interno mi muovo virtualmente alla ricerca dell’inquadratura ideale per il rendering finale, che successivamente manipolerò tramite Photoshop per ricavare l’opera definitiva, quella destinata a diventare la matrice per le stampe destinate al mercato fine-art.

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I love the pictorialist period, a time that proposed the combination of painting and photography, and for this reason my works have a similarity with the prints made with ancient techniques, from gum bichromate to oleotype, ways to achieve results in the balance between photography and painting, and between reality and fiction so as to further stimulate the imagination of the viewer.

My photographic tool is the PC and with it I create 3D environments, setting up my studio which I populate with artificial bodies whose ambiguity – like the mannequins used by Bernard Faucon – provokes bewilderment, apprehension, and turmoil. Within this environment I move virtually in search of the ideal shot for the final rendering, which I then manipulate through Photoshop to obtain the final work, the one destined to become the matrix for prints intended for the fine-art market.