Formelle con motivi zoomorfi nella chiesa di San Bernardo a Vercelli

Copia inclusa nella facciata lato sinistro

La chiesa romanica del sec. 12° dell’originario priorato di S. Bernardo, situata a Vercelli e ampiamente rimaneggiata e ampliata a partire dal transetto, conserva murate nella facciata a capanna due formelle in bassorilievo con al loro interno motivi zoomorfi, probabilmente superstiti di una più ampia rappresentazione del bestiario medievale.

Sebbene al suo interno alcuni pilastri polistili in laterizio contengano decorazioni con animali fantastici, inclusi nei capitelli della navata centrale, il cui compito era rammentare ai fedeli i vari peccati a cui potevano andare incontro, si suppone che dovevano esserci ulteriori bassorilievi di cui purtroppo non è rimasta traccia.

Copia inclusa nella facciata lato destro

Le due formelle all’esterno della chiesa, che però sono solo due copie in quanto gli originali sono riposti all’interno nella contro facciata per motivi di conservazione, raffigurano rispettivamente un Centauro e un Cervo dalle ampie corna che trafitto da una freccia volge la testa all’indirizzo di un Nodo di Salomone iscritto in un cerchio.

La raffigurazione del centauro, per la chiesa dei primi secoli del secondo millennio, poteva rappresentare l’allegoria della doppia natura di Cristo: l’umana in virtù delle quattro zampe che legano il centauro alla terra, la divina dal testo del Genesi: «Dio creò l’uomo a propria immagine e somiglianza», ma per lo più era considerato simbolo delle passioni più basse tanto da identificarlo con Satana.

Infatti nel IV secolo San Basilio indicava nel centauro la figura del demonio, simbolo della sensualità sfrenata e della cieca violenza, questo portò Dante a rinchiuderli sia nell’Inferno sia nel Purgatorio: nell’Inferno hanno il compito di custodire il I girone del VII cerchio, dove sono puniti i violenti contro il prossimo, colpendo con le frecce chi tenta di emergere più del dovuto dalle acque del Flegetonte; nel Purgatorio invece sono citati come esempi di golosità punita, ricordando il tentativo di rapimento delle donne dei Lapiti che scatenò una guerra.

Il grande cervo della seconda formella, le cui ramificate corna che si rigenerano ogni anno rappresentano il rinnovo continuo della vita, nell’iconografia cristiana può simboleggiare sia il Cristo stesso sia i suoi seguaci, e può trovarsi raffigurato sia cacciato sia cacciatore del demonio.

Formella originale

Accostando delle due formelle, interpretando le simbologie che racchiudono, si possono adesso leggere come un unico racconto: il Centauro ripreso nell’atto di aver scagliato una freccia (= il demonio che induce in tentazione) sta cacciando il Cervo (= il popolo di Cristo), la cui la gola è trafitta dalla freccia, che rivolgendo lo sguardo verso il Nodo di Salomone, visto come legame sacro e indissolubile dell’unione armonica fra il divino e l’umano, cerca la salvezza dal peccato.

Una più accurata lettura, tenendo conto che Isidoro di Siviglia, a causa della duplice forma lo identifica come simbolo dell’eresia, porterebbe ad interpretare l’azione dello scoccare la freccia da parte del Centauro come il suo tentativo, tramite la diffusione di false dottrine, di infliggere ferite mortali al popolo di Cristo rappresentato dal Cervo, che per non soccombere dovrà ritornare ai principi della fede volgendo lo sguardo alla giusta via rappresentata dal Nodo di Salomone.

Formella originale

Il tema del centauro e del cervo, o cerva, è sovente presente in bassorilievi o affreschi di altre chiese, come ad esempio la straordinaria Saint-Gilles-du-Gard in Francia, che racchiude nel suo complesso abbaziale così tante raffigurazioni simboliche che forse una vita intera non sarebbe sufficiente a decifrarli tutti.

Le due formelle erano state restaurate nel 2004 dal laboratorio Nicola Restauri di Aramengo d’Asti, che curò anche le copie da posizionare nella facciata della chiesa, grazie al contributo dell’Associazione Amici dei Musei di Vercelli di cui mi onoro di far parte del Consiglio Direttivo, proseguendo così l’impegno di mio padre che fu uno dei Soci Fondatori.

Marco Mattiuzzi – 05/08/2019

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Saint-Gilles-du-Gard (Francia): Centauro caccia un cervo.

 

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