Gerolamo Induno: pennello e baionetta

Gerolamo Induno – Battaglia della Cernaia

L’Epopea Risorgimentale (1848-1860) ha coinvolto diversi intellettuali e artisti dell’epoca, più che la popolazione in generale si è trattato di un fenomeno d’élite che ha permesso anche la nascita di una nuova classe dirigenziale con ideali liberali.

Gerolamo Induno: Autoritratto

Tra questi patrioti che anelavano l’unificazione dell’Italia, a volte in disaccordo sia sui modi per ottenerla sia sulla forma istituzionale che l’avrebbe dovuta governare, monarchia o repubblica, possiamo annoverare il pittore Gerolamo Induno (1825–1890), fratello minore del più conosciuto Domenico Induno (1815–1878) anch’esso pittore e ugualmente partecipe ai moti risorgimentali.

La formazione accademica di Gerolamo Induno avvenne a Milano sotto la guida di Luigi Sabatelli (1772-1850) e di Francesco Hayez (1791-1882) presso l’Accademia di Brera: la sua pittura, influenzata dai suoi insegnanti e anche dallo stile di suo fratello, è prettamente narrativa e di facile lettura, un lavoro da cronista il cui scopo è di documentare con l’enfasi del tempo gli avvenimenti importanti del momento e la vita comune delle persone più umili.

Coinvolto con il fratello, dal quale non si disgiungerà mai, nei moti anti-austriaci del 1948, dovrà rifugiarsi in Svizzera che in seguito lasciò per combattere nel 1849 per la difesa della Repubblica Romana.

Durante questa difesa, presso la villa Giraud detta “Il Vascello” per la forma che ricordava una nave, con gli uomini del marchese Giacomo Medici (1817-1882) che era alla guida della cosiddetta “Legione Medici“, composta da circa trecento lombardi, studenti o cadetti di famiglie nobili e benestanti, nello scontro subisce ben venticinque baionettate.

Gerolamo Induno: L’Imbarco dei Mille da Quarto

Per sfuggire alla cattura si getta da una terrazza, raccolto e curato all’ospedale dei Frati vi resta nascosto oltre la fine della campagna.

La sue indole lo porta in seguito, non concependo una vita sedentaria, a combattere anche nella guerra di Crimea (1855), distinguendosi per l’eroismo e per questo meritandosi una medaglia all’onore.

Naturalmente alternava la baionetta con il pennello, così che durante le spedizioni piemontesi in Crimea diede alla luce ritratti di ufficiali e il celebre dipinto della “Battaglia della Cernaia“.

Gerolamo Induno:
Garibaldi a sant’Angelo (Capua)

Non pago di essere scampato alla spedizione in Crimea, seguì anche Garibaldi nella campagna del 1859 e nella spedizione dei Mille come pittore ufficiale, riportando sulla tela numerosi i ritratti dello stesso Garibaldi, che lo aveva definito uno dei più “intrepidi e valorosi combattenti di Roma“.

Gerolamo Induno fu un esecutore raffinato e preciso nell’interpretare in modo un po’ nostalgico un periodo tanto vivo, anche se non privo di retorica, quale fu il Risorgimento, inaugurando con il fratello Domenico quella stagione che vede affermarsi i dipinti con soggetto “di genere”.

Si tratta di opere che hanno per tema frammenti della vita quotidiana, colti nel loro dettaglio più accattivante o romantico, e che spesso hanno per protagonisti uomini, donne e fanciulli comuni, a volte di condizioni umili, in maniera d’esaltare maggiormente l’effetto sentimentale.

Anche trattando il soggetto storico d’attualità non rinunciò alla rappresentazione del riflesso “privato” dei medesimi eventi storici, andando alla ricerca di quei frangenti intimi e confidenziali di chi partecipava alle vicende del Risorgimento italiano.

Marco Mattiuzzi – 18/04/2019

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