“Il Bacio”, icona di San Valentino

Francesco Hayez: il bacio (1859)

Francesco Hayez – il bacio – 1961

Francesco Hayez – il bacio (1867)

14 febbraio, San Valentino, ma ben pochi in questa data ricordano il santo, protettore degli epilettici – e pertanto riconoscibile nelle pitture per via di un bambino o uomo in atteggiamento da crisi epilettica – e sopratutto protettore degli innamorati.

Autoritratto di Francesco Hayez (1862)

L’immagine diventata icona di questa ricorrenza, che ha spodestato nell’immaginario collettivo quella del santo, è senz’altro “il bacio” del pittore Francesco Hayez (1791-1882), del quale inserisco in questa scheda il suo autoritratto (Galleria Uffizi, Firenze) realizzato nel 1862 quando aveva 71 anni.

“Il bacio”, o più correttamente “Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV” com’era stato intitolato dall’autore, commissionato dal conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto, rientrava nell’ambito della pittura risorgimentale, nella quale convergevano gli ideali di unità nazionale di cui tutti gli artisti e intellettuali di quel tempo ne erano impregnati.

E’ il periodo dove si possono trovare tele raffiguranti episodi di un medioevo idealizzato, riferimenti all’epoca comunale identificata come appropriazione da parte della popolazione di quei ideali di libertà ed indipendenza che gli italiani anelavano.

“Il bacio”, opera ritenuta manifesto dell’arte romantica, è infatti ambientato in questo periodo storico, come d’altra parte suggerisce il titolo.

Una triste novella di Giuseppe Reina

Tra l’altro non ci ricorda, per via del berretto dell’uomo, Robin Hood, il paladino degli oppressi? Un Robin Hood che bacia appassionatamente la sua Marian, oppressa e insidiata dallo sceriffo: i temi simbolici del riscatto nazionale ci sono proprio tutti!

Quando fu esposto appena terminato nel 1859 alla Pinacoteca di Brera, prima di entrare nella collezione del conte Alfonso Maria Visconti (oggi il dipinto è ritornato stabilmente alla Pinacoteca Brera di Milano), ottenne da subito un enorme successo, complice anche l’ambiente rivoluzionario che ne vedeva i risvolti politici anti austriaci.

Francesco Hayez realizzò tre copie di questo quadro, con piccole varianti (ne inserisco una in questa scheda), in tutto ben quattro versioni del medesimo soggetto.

Triste presentimento di Gerolamo Induno

A corredo della scheda, come ulteriore indice del successo di quest’opera, includo il dipinto “Una triste novella” (1862) di Giuseppe Reina (1829-1905, collezione privata), e “Triste presentimento” (1862, Pinacoteca Brera, Milano) di Gerolamo Induno (1825-1890): in entrambi i rispettivi autori hanno incluso il “Bacio”, nel primo è su un foglio tenuto in mano dalla donna, nel secondo è incorniciato e attaccato al muro di fondo.

Ultima curiosità: di chi sarà l’ombra che appare nel quadro di Hayez, nel lato sinistro al di là della porta? un riferimento oscuro dell’arrivo del marito, del padre o del fratello della ragazza? oppure è qualcosa che rammenta il periodo storico dove agivano i carbonari da una parte e le spie austroungariche dall’altra? chissà…

Marco Mattiuzzi – 14/02/2019

Gruppo Facebook “Pillole d’Arte”

Lascia una recensione

500
  Subscribe  
Notificami