Il baule da viaggio del cardinale Guala Bicchieri

A Wala Bicherius beati Eusebii ecclesie canonicus, come appare nei primi documenti che ne riportano il nome, oggi traslato correntemente in Guala Bicchieri, cardinale e sopratutto grande giurista e diplomatico,  si deve la difficile mediazione tra la corona inglese (Giovanni Senzaterra e in seguito Enrico III°) e i baroni ribelli, mediazione che ebbe come risultato la redazione della Magna Charta, documento ritenuto di fondamentale importanza non solo per l’Inghilterra.

Uomo colto appartenente a una famiglia vercellese altolocata ed influente, suo padre fu console di Vercelli per ben cinque volte, nato intorno alla seconda metà del XII secolo (non si conosce la data esatta della sua nascita), si ipotizza che i primi suoi studi siano stati compiuti presso la locale “Schola” della canonica di Sant’ Eusebio.

In seguito frequentò le università di Bologna e Parigi, al tempo le più rinomate di tutto il mondo occidentale, per specializzarsi in diritto canonico e giuridico in generale: questa sua preparazione e attitudine gli permise di ricoprire importanti ruoli di legato papale e di conseguenza viaggiare come diplomatico di alto livello.

Ovviamente non essendo un viaggiatore comune, considerato il suo ufficio, il bagaglio era adeguato all’incarico che rivestiva in quanto doveva far comprendere da subito chi era e chi rappresentava, l’equivalente delle odierne costosissime valigie di Louis Vuitton che non molti possono permettersi.

Il baule da viaggio qui illustrato, impreziosito da lastre e medaglioni in rame dorato e smaltato, fu ritrovato nel 1823 durante i restauri della basilica di Sant’Andrea – la basilica vercellese fondata dal Guala Bicchieri nel 1219 – ad opera dell’architetto Conte Carlo Emanuele Arborio Mella, murato in una nicchia da diversi secoli tanto che se n’era persa la memoria.

Quando aprirono il baule, che probabilmente era utilizzato da Guala Bicchieri per riporre gli arredi liturgici, le oreficerie e i documenti che portava con sé durante gli spostamenti, ci fu la sorpresa di trovare al suo interno le spoglie del cardinale stesso: Carlo Emanuele Arborio Mella restaurò il cofano, ma poiché la diocesi vercellese non aveva i soldi per pagare il restauro risolse donando il baule/sarcofago all’architetto.

Dopo vari vicissitudini, corse il rischio di finire acquisito dal Louvre, adesso è conservato presso il Museo di Palazzo Madama di Torino, mentre il Museo Leone di Vercelli conserva un prezioso cofanetto che faceva parte del tesoro che il cardinale Guala Bicchieri donò all’abate di Sant’Andrea Tommaso Gallo nel 1224 e che Camillo Leone acquistò in seguito sul mercato antiquario nel 1883.

In occasione degli 800 anni dalla posa della prima pietra della Basilica di Sant’Andrea di Vercelli, capolavoro di fusione tra il romanico e il gotico fondata nel 1219 per volontà del cardinale Guala Bicchieri e completata nel 1227, il baule e il cofanetto sono esposti, accanto alla Magna Charta del 1217 che per la prima volta viene ospitata in Italia, nella mostra “La Magna Charta – Guala Bicchieri e il suo lascito”, allestita nell’Arca situata all’interno della chiesa di San Marco a Vercelli fino al 9 giugno 2019.

Marco Mattiuzzi – 6/03/2019

Gruppo Facebook “Pillole d’Arte”

Un’illustrazione del re Giovanni detto Senzaterra che firma la Magna Carta.

Lascia una recensione

500
  Subscribe  
Notificami