Il cardinale Guala Bicchieri offre la chiesa a Sant’Andrea

In una scheda precedente, avevo presentato la lunetta posta nel portale centrale della basilica Sant’Andrea di Vercelli, ora mi soffermo su quella – sempre di scuola antelamica – che è situata nel portale di sinistra.

Questa lunetta racconta la donazione da parte del cardinale Guala Bicchieri della chiesa – la cui la prima pietra di narra posata il 19 febbraio 1219 – a sant’Andrea che vediamo seduto in trono.

La lunga scritta riportata sull’architrave descrive questo atto e loda le qualità del cardinale:

Lux cleri patriaeque decus car, Guala Bircalis,
Quem canor atque arles , quem sanclio cauonialis,
Qua/n lex dotavit, quezn pagina spirilualis,
Cujus in ore fili! geminis doctrina sub alis,
Cujus erat slurlium lux, vitaque perpetualis
Verax et nunquam sernzone supelficialis.
Serl lalis verbo conceplus peclore qualis
Hic ut honorelur Andreas, morte palralis
Hic ul sit cullus r/uem terra colit socialis
Per le facta jitit, dolalaque fiibrica lalis.
Pars lotam fiìl’lllalll_ deszlgilat jornutla causam,
Exprilnit eflèctzts , et geuitura palrem
Cardo Guala pater praesens opus ‘est genilura,
Dal pater Anrlreae quod generauit opus.

Nel volume scritto da Giuseppe Bo e Angela Badino “L’abbazia di Sant’Andrea” si trova una traduzione dell’iscrizione che recita così:
O luce del clero, decoro della patria, in possesso di una voce intonata e delle arti liberali di scienza canonica e scritturale; nella cui bocca vi fu dottrina sotto le due ali, cui stava a cuore la verità e la vita eterna; che sempre hai diffuso la verità è non ti contentasti di una vuota eloquenza, ma tale di mostrasti in parole quali eri nell’animo. Perché venga qui onorato Andrea di Patrasso dove incontrò la morte, affinché sia onorato colui che venera la terra scozzese per opera tua fu costruito e dotato questo edificio.”

A destra di chi guarda invece recita così:
La parte designa il tutto, l’abbozzo rivela la realtà, l’affetto esprime la causa e il figlio il padre. Padre è il cardinal Guala e sua fattura l’opera qui presente
.

La chiesa, capolavoro nel suo intreccio di romanico e gotico, fu edificata in breve tempo: nel  1224 Guala Bicchieri la consacrò, nel 1226 ottenne anche un diploma di protezione imperiale da Federico II,  e nel 1227 fu completata. Ironia della sorte il cardinale Guala Bicchieri, ideatore e finanziatore di questa grande opera,  morì a Roma nello stesso anno!

Il primo abate dell’abazia fu Tommaso Gallo, filosofo e teologo di fama europea, che favorì lo sviluppo intellettuale del luogo promuovendo l’istituzione di un studium scholarium, prima università italiana a introdurre la cattedra di teologia.

Marco Mattiuzzi – 24/02/2019

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