Il Sepolcro di Cosimo il Vecchio di Andrea del Verrocchio

La Signoria di Firenze nel marzo del 1465 incaricò il grande Andrea del Verrocchio (1435-1488) affinché realizzasse un monumento funebre in onore di Cosimo di Giovanni de’ Medici (1389-1464) detto il Vecchio o Pater Patriae, morto l’anno prima alla ragguardevole età per quei tempi di 75 anni.

Il grande sarcofago rinascimentale che Verrocchio progettò per il primo signore de facto di Firenze, nonché primo uomo di Stato di rilievo della famiglia Medici, non poteva che essere situato nella vasta Basilica di San Lorenzo, chiesa ufficiale dei Medici fin da quando abitavano da privati cittadini nel loro palazzo di Via Larga (oggi via Cavour), basilica che fu utilizzata come sepolcro fino all’estinzione della famiglia.

Direttamente inglobato nel pilastro sotterraneo della cripta che sostiene il pavimento del presbiterio, come se volesse evidenziare che fu di fondamenta della famiglia de’ Medici, il sarcofago contiene dal 22 ottobre 1467 le spoglie di questo banchiere fiorentino che con la sua saggia politica moderata, gestendo lo Stato in modo silenzioso attraverso suoi uomini di fiducia, riuscì a conservare il potere per oltre trent’anni fino alla morte, consolidando così  la posizione della sua famiglia al governo di Firenze.

Nel pavimento davanti all’altare centrale della basilica, in corrispondenza della sepoltura sottostante, il Verrocchio progettò la decorazione geometrica in marmi policromi che ne costituisce la lastra tombale, con quattro grate poste alle estremità che lasciano intravedere il monumento funebre nel sotterraneo.

L’iscrizione latina, rimossa e ripristinata secondo le alterne fortune della famiglia de’ Medici, recita: “QUI E’ SEPOLTO COSIMO DE’ MEDICI PADRE DELLA PATRIA PER PUBBLICO DECRETO”

La scritta che invece troviamo applicata direttamente sul sarcofago, ma che non ho potuto fotografare direttamente perché era vietato entrare in quella parte del sotterraneo (includo pertanto una immagine da wikipedia), riporta: “Piero de’ Medici si curò di fare per il padre

Marco Mattiuzzi 15/08/2019

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