Ipotetico dialogo tra Anna Frank e i suoi genitori

“Mamma, da quassù si vede tutto, tutto quello che succede adesso nel mondo, vero?”

“Certamente, mia cara Anna, perché me lo domandi?”

“Quello che vedo mi lascia perplessa, ti ricordi di quando eravamo nascosti un alloggio segreto nei magazzini della ditta di papà ad Amsterdam?”

“Me lo ricordo, come potrei scordarlo! ci siamo stati per più di due anni, fino a quando non ci hanno scoperto e ci hanno portato al campo di concentramento di Westerbork. Perché me lo chiedi?”

“Sto guardando giù, vedo tante persone che si lamentano perché sono state obbligate a restare a casa per alcune settimane per evitare il propagarsi della pandemia, ma potevano uscire per fare la spesa, portare a spasso il cane o per comprare il giornale. Potevano anche guardare quello che succedeva nel mondo attraverso una finestra che chiamano TV e potevano parlarsi e vedersi tra loro usando una specie di tavoletta.”

“L’ho visto anche io, ma cosa vuoi sapere da me?”

“Mamma, mi piacerebbe sapere perché si lamentano e dicono che sono stati privati della loro libertà e che ne sono rimasti traumatizzati. Forse le persone sono diventate tutte più fragili? Io per oltre due anni sono rimasta chiusa in un appartamento piccolissimo, dividendo lo spazio con altre persone, cercando di non fare alcun rumore per non attirare l’attenzione. Potevo solo sognare e scrivere sul mio diario, niente altro, ma finché sono restata nell’appartamento sono sopravvissuta… perché le persone di oggi dicono che hanno sofferto così tanto a stare chiusi in casa per alcune settimane? potevano persino uscire sui balconi a cantare, io dovevo stare in silenzio e non muovermi!”

“Non so risponderti, figliola, forse i nostri erano altri tempi, altre abitudini… prova a chiedere a papà, lui è sopravvissuto a noi e ha vissuto fino al 1980, forse comprende meglio gli animi delle persone di oggi.”

“Allora dimmi, papà, perché ora che possono uscire c’è chi afferma che è umiliante dover indossare una mascherina di protezione? Non mi sembra umiliante come per noi la stella a cinque punte che ci avevano obbligato ad appuntare sui nostri vestiti in quanto ebrei! E che dire che a noi non ci lasciavano entrare nei negozi o nei bar, non è questa la privazione della libertà? neppure a scuola ci potevamo andare! Oggi tutti possono andare dappertutto, persino in vacanza, e si lamentano che devono portare la mascherina se entrano in luoghi chiusi.”

“Mia cara Anna, forse queste persone non hanno mai sofferto le privazioni e i dolori della nostra generazione, forse è per questo che alla prima difficoltà si trovano impreparati.”

“Posso scriverlo nel mio diario? forse potrà essere utile nei prossimi anni…”

“Scrivilo, e speriamo che qualcuno lo legga e impari dalla storia…”

(Scritto da Marco Mattiuzzi il 23/08/2020 in un momento di sconforto causato dal genere umano…)