La morte di Giacinto

Nicolas-René Jollain the Younger

Diversi artisti, specie del passato, hanno attinto a piene mani per la realizzazione delle loro opere dai miti greci, fonte questa inesauribile che abbraccia tutto ciò che può essere oggetto di apprendimento e conoscenza da parte della mente umana.

Tra questi miti, quello di Giacinto e Apollo ha avuto diversi estimatori sia tra gli artisti sia dai committenti vari, in particolare la rappresentazione della morte di Giacinto si trova immortalata dai grandi maestri della pittura e della scultura.

Merry-Joseph Blondel

La vicenda della conclusione tragica dell’amore di Apollo verso il bellissimo adolescente Giacinto viene narrata nelle Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone, amore che stordì letteralmente Apollo facendogli perdere la testa (ma pare che tutti gli dei dell’Olimpo la perdessero di continuo ogniqualvolta avevano a che fare con il sesso…), portandolo a tralasciare i suoi impegni per seguire ovunque questo suo affascinante amasio.

Un giorno i due vollero gareggiare al lancio del disco, quindi si spogliarono – ricordiamo che nell’antica Grecia gli atleti gareggiavano nudi – e dopo essersi unti d’olio d’oliva Apollo tirò per primo in aria in disco che nel ritoccare terra rimbalzò finendo contro la fronte di Giacinto causandone la morte.

Si narra che non fu un caso, che il dio del vento Zefiro, anch’egli innamorato del giovane, e pertanto geloso di Apollo, con una folata di vento deviò il corso naturale del pesante disco appositamente al fine di colpire il capo di Giacinto.

Jean Broc

Apollo cercò di salvarlo, ma non potendo fare alcun ché contro il destino, decise di trasformarlo in un fiore color rosso porpora come il suo sangue e col suo stesso nome, in modo che perdurasse la sua memoria.

Se desideriamo approfondire la lettura, questa narrazione può essere intesa come una metafora, nella quale natura e vita umana si intrecciano.

Il disco che viene lanciato da Apollo significherebbe in questo caso il sole, fonte di calore, che quando nel periodo estivo è alto in cielo riscalda il terreno facendo germogliare il fiore Giacinto, mentre quando inizia a toccare il terreno, periodo invernale in cui il sole è basso all’orizzonte, pone termine alla vita privandolo del suo ardore.

Anche il dio Zefiro, il vento che soffia da ponente, da innamorato geloso si trasforma in evento atmosferico: una sua improvvisa folata accompagnata da piogge dirompenti ha la facoltà di distruggere il fiore/fanciullo Giacinto.

Quindi la morte del fanciullo Giacinto, l’amato di Apollo, è un accavallamento tra natura e vita umana, un teatro dove mettere in scena il perenne ciclo della vita a cui tutti noi siamo soggetti.

Giovanni Battista Tiepolo

Le opere selezionate che rappresentano questo tema sono:

  • Nicolas-René Jollain (1732–1804), Château de Versailles (Versailles, Francia)
  • Merry-Joseph Blondel (1781-1853), Musée Château Baron Martin, Gray (Haute-Saône, Francia)
  • Jean Broc (1771–1850), Musée Sainte-Croix (Poitiers, Francia)
  • Giovanni Battista Tiepolo (1696–1770), Thyssen-Bornemisza Museum (Spagna)
  • Alexandre Kisseliov (1838–1911)
  • Peter Paul Rubens (1577–1640), Museo Nacional del Prado (Madrid, Spagna)

Marco Mattiuzzi – 22/03/2019

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Aleksandr Aleksandrovič Kiselëv
Peter Paul Rubens

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