La rappresentazione dei Cinque Sensi

In pittura, particolarmente quella fiamminga, le opere dedicate all’allegoria dei cinque sensi abbondano, nella maggior parte sono Nature Morte e questo ha portato a considerarle le sole in grado di rappresentare questo tema. In realtà vi possono essere scene di vita comune create con questo filo conduttore, come quella che presento oggi.

L’allegoria dei cinque sensi, è sempre bene ricordarlo, è frutto della filosofia aristotelica che li considera elementi di percezione della realtà esteriore. Sono classificati gerarchicamente in vista, udito, olfatto, gusto e tatto: un dipinto doveva quindi rappresentarli tutti, usando oggetti o riferimenti che potessero riportare con evidenza ciascun senso.

E’ innegabile che all’interno della semplice raffigurazione dei cinque sensi si poteva, mettendone in risalto alcuni e in secondo piano altri, inviare un messaggio il più delle volte di valore morale.

Tralasciando quindi le raffigurazioni delle Nature Morte, presento un’opera di Theodor Rombouts (1597-1637) con scena di gruppo, che se non letta con attenzione difficilmente se ne comprende il significato.

Da sinistra a destra, il senso della vista viene illustrato dal vecchio che sostiene lo specchio, mentre il suonatore di liuto ha il compito di rappresentare l’udito. Il tatto è sintetizzato invece dal cieco che tocca i busti, mentre l’uomo che tiene in mano la brocca rappresenta il gusto. Infine il personaggio con la pipa e che tiene in mano l’aglio indica l’olfatto.

Vi sono anche altri elementi che suggeriscono ulteriori letture, come ad esempio la pelle maculata che richiama il vello della pantera, attributo a Dioniso e ai suoi seguaci (quindi la brocca tenuta in mano non è certo piena d’acqua!)

Come si può constatatane, se ci si addentra – anche sommariamente come in questo caso – nella lettura di un dipinto, una scena che a prima vista appare solo come un gruppo di amici di merenda prende ben altro significato. Spero che il mio piccolo contributo possa fa nascere il desiderio di “andare oltre” la semplice visione estetica di un’opera d’arte.

Marco Mattiuzzi – 11/01/2019

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