L’allegra compagnia di Jan Cossiers

Il termine Allegra compagnia designa in campo pittorico una rappresentazione di un gruppetto di persone mentre bevono in compagnia, si dedicano alla musica, a giochi o a piaceri carnali.

Un genere che si sviluppò notevolmente nel ‘600, quando i committenti – in particolare nell’area olandese – iniziarono ad essere i borghesi e non più i soli aristocratici o istituzioni religiose.

Solitamente queste scene di genere sono ambientate in taverne che a volte possono persino ricordare dei bordelli per la presenza di donne di facili costumi, ma possono anche ambientarsi in salotti eleganti o giardini, come pure prati o fienili.

I personaggi che compongono queste allegre compagnie, che si accavallano gaudenti attorno ad un tavolo, vengono caratterizzati notevolmente, rasentano la caricatura in quanto il loro aspetto e atteggiamento hanno lo scopo di raccontare quell’istante di spensieratezza.

Ogni piacere o bruttura la possiamo trovare rappresentata, così anche come si può trovare una allegra compagnia più elegante e intenta a piaceri dello spirito (lettura, musica, discussioni intellettuali…), in questo caso vengono chiamate più sofisticamente compagnia galante o compagnia elegante.

L’Allegra compagnia del pittore fiammingo Jan Cossiers (1600-1671), che ho fotografato durante la mia visita alla mostra “Da Tiziano a Rubens” tenuta a Palazzo Ducale di Venezia, mette in scena, con uno stile che vagamente potrebbe ricordare Caravaggio, un giovanotto che bacia una procace e accondiscendente cameriera di cui accarezza il seno, un liutista intento a suonare e una donna intenta a leggere, un ragazzo che serve una coppa di vino a un anziano.

Il tutto potrebbe essere anche letto come una rappresentazione dei cinque sensi, molto di voga nella pittura fiamminga del XVII secolo, particolarmente in opere di natura morta ma anche nel genere della allegra compagnia.

Olfatto, tatto, udito, gusto, vista… in fondo una allegra compagnia che si dedica ai piaceri non può che cercare di soddisfarli tutti!

Marco Mattiuzzi – 17/12/2019

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