“Racconti Gotici”

“Fantasmi”
Figure senza volto appaiono all’improvviso,
solo corte e leggere vesti ci separano da loro.
Non hanno occhi ma ci osservano,
non hanno mani ma possono stringerci a loro,
non hanno respiro ma li percepiamo ansimare.
La paura ci invade,
ci trascinano in un mondo che non conosciamo,
un abisso senza luce.
Solo corte e leggere vesti ci separano da loro.
“Specchio oscuro”
Le nostre corte e leggere vesti non ci proteggono dai suoi sguardi.
C
i osserva, i suoi occhi sono puntati su di noi.
Distogliamo lo sguardo,
il timore che possa leggere oltre quello che conosciamo ci impaurisce.
Una forza ci obbliga a guardare, non possiamo esimerci dal farlo.
Ed eccolo ancora lì, immobile che ci fissa in silenzio,
scruta il nostro viso, mette a nudo la nostra anima.
Le nostre corte e leggere vesti non ci proteggono dai suoi occhi.
“Pentacolo”
Non credere che quel simbolo
Possa salvarti da ogni male
Il Pentacolo non ti difenderà
Non ti proteggerà dagli attacchi
Della malvagità che ti circonda
Il Pentacolo non ti difenderà
Quando il male ti colpirà
Non sarai protetto da quel segno
Il Pentacolo non ti difenderà
Non ti salverà dalla morte
Non potrai contare su quel simbolo
Il Pentacolo non ti difenderà
Quando il destino ti sarà avverso.
“Marionette”
Piangiamo, ridiamo, amiamo
Ma dietro le quinte
C’è qualcuno che ci muove
Qualcuno che ci fa agire
Qualcuno che ci controlla
Siamo diventati delle marionette
Che danzano al ritmo di una musica
Che nessuno può sentire
Che nessuno può vedere
Siamo diventati delle marionette

che camminano sul filo della vita
senza sapere cosa ci aspetta.
Siamo sempre in bilico
tra gioia e dolore,
tra speranza e paura,
tra amore e odio.
Siamo sempre in balìa
degli eventi,
degli altri,
della sorte.
Siamo diventati delle marionette
senza più volontà,
senza più anima.
 
“Prigione”
Nella prigione
non c’è spazio
per i sogni
o per la libertà.
In questo luogo
le pareti sono spesse
e i muri sono alti
e non c’è nessun modo
per uscirne.
Questa è la prigione
dove i sogni
vanno a morire
e la libertà
è solo un ricordo.
“Danza Macabra”
Nel buio della notte,
il terrore si diffonde
come una maledizione.
Le ombre si muovono
nella danza macabra,
spettri senza volto
che seminano sgomento.
Un urlo di terrore
sorge dal profondo
del cuore della notte.
Il terrore si impadronisce
di tutto e di tutti,
sfidando il morire.
Questa è la danza macabra,
la danza della morte.
 

La serie di sei immagini è architettata come rappresentazione di una discesa negli abissi dell’oscurità. In tutto sei tappe, la prima in cui si avvertono presenze estranee al proprio mondo, seguita da quella dove la curiosità di scoprire cosa c’è oltre prende il sopravvento. Nella terza tappa inizia il percorso del non ritorno, si varca la porta che ci conduce in territori sconosciuti, inconsapevoli che in quei luoghi saremo come marionette manovrate da altre forze. Sebbene nella quinta tappa un bagliore della propria coscienza anela la fuga, questa è ormai resa impossibile dalla gabbia che avvolge i corpi, e il finale non può che essere la Danza Macabra della propria anima, ripresa dall’esterno attraverso una finestra poiché la via è segnata e nulla potrà riportare indietro il tempo.