“Racconti Gotici”

“Figure senza volto appaiono all’improvviso, solo corte e leggere vesti lacere ci separano da loro. Non hanno occhi ma ci osservano, non hanno mani ma possono stringerci a loro, non hanno respiro ma li percepiamo ansimare. La paura ci invade, ci trascinano in un mondo che non conosciamo, un abisso senza luce. Solo corte e leggere vesti lacere ci separano da loro.”

“Le nostre corte e leggere vesti lacere non ci proteggono ci osserva, i suoi occhi sono puntati su di noi. Distogliamo lo sguardo, il timore che possa leggere oltre quello che conosciamo ci impaurisce. Una forza ci obbliga a guardare, non possiamo esimerci dal farlo. Ed eccolo ancora lì, immobile che ci fissa in silenzio, scrutando il nostro viso, mettendo a nudo la nostra anima. Le nostre corte e leggere vesti lacere non ci proteggono dai suoi occhi.”
“Pentacolo”
“Marionette”
“Prigione”
“Danza Macabra”

La serie di sei immagini è architettata come rappresentazione di una discesa negli abissi dell’oscurità. In tutto sei tappe, la prima in cui si avvertono presenze estranee al proprio mondo, seguita da quella dove la curiosità di scoprire cosa c’è oltre prende il sopravvento. Nella terza tappa inizia il percorso del non ritorno, si varca la porta che ci conduce in territori sconosciuti, inconsapevoli che in quei luoghi saremo come marionette manovrate da altre forze. Sebbene nella quinta tappa un bagliore della propria coscienza anela la fuga, questa è ormai resa impossibile dalla gabbia che avvolge i corpi, e il finale non può che essere la Danza Macabra della propria anima, ripresa dall’esterno attraverso una finestra poiché la via è segnata e nulla potrà riportare indietro il tempo.