Robert Demachy e il Pittorialismo

Robert Demachy
Robert Demachy

Verso la fine dell’800 ed inizio ‘900 alcuni fotografi diedero vita ad un movimento che nel loro intendo li doveva elevare alla pari dei pittori, facendo entrare la fotografia a pieno titolo nel campo dell’arte.

Questo movimento non si preoccupò di trovare una strada autonoma per la fotografia, cioè codificare qualcosa che sia caratteristico di questo nuovo strumento espressivo, ma si guardò attorno cercando di imitare quello che i pittori a quel tempo, e in epoche passate, dipingevano.

I fotografi speravano in questo modo di venire accettati come artisti, di poter vedere le proprie opere vendute come tali e non come supporto ai pittori che poi le riproducevano sulle loro tele.

Robert Demachy

Forse non era l’approccio più corretto, ma essendo la fotografia un’arte nuova non si può dar torto a questi pionieri – tra l’altro diversi di loro provenivano dalla pittura – e non è facile ideare un linguaggio da zero.

Il movimento denominato Pittorialismo, proprio per questo intento di imitare la pittura, comunque ebbe al suo interno artisti di rara sensibilità, come ad esempio Robert Demachy di cui presento quattro sue opere, dalle quali si comprende ottimamente cosa gli aderenti a questa corrente artistica desideravano ottenere.

Per conseguire questi effetti, che a ben vedere sono proprio molti pittorici, si avvalevano di tecniche di stampa denominati gomma bicromata, bromolio, collodio, cianotipia ecc., tutte tecniche dove la manualità in fase di stesura dello strato sensibile ma sopratutto al momento della spogliazione (paragonabile, con le dovute distanze ma solo per intenderci, allo sviluppo fotografico), il cui risultato dipendeva esclusivamente dall’abilità dell’autore.

Robert Demachy

Oggi queste antiche tecniche, così vengono definite, sono ancora in uso presso appassionati fotografi, quelli che abbandonano l’immediatezza delle moderne fotocamere per ritornare al tempo che scattare un’immagine e sopratutto stamparla ci si doveva pensarci su moltissime volte. Il risultato che ottengono è di avere una immagine “da appendere” e non da conservare dimenticata su un Hard Disk del proprio PC.

Marco Mattiuzzi – 25/01/2019

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