San Giorgio

Carlo Crivelli: San Giorgio (1472)
(Metropolitan Museum of Art, New York)

Il 23 aprile la Chiesa ricorda San Giorgio, il santo che incarna il cavaliere cristiano e quindi patrono di tutti quei gruppi che hanno attinenza con le milizie o simili: infatti è patrono di Arcieri, Cavalieri, Soldati, Alabardieri, Armaioli e così via fino a comprendere gli Scout e gli esploratori/guide in generale.

I suoi attributi, quei particolari che lo rendono riconoscibile nelle sue raffigurazioni, sono il Drago, l’Armatura (è probabilmente il santo più elegante di tutti!), la palma (simbolo del martirio), lo stendardo costituito da una croce rossa in campo bianco, e infine – nessun cavaliere ne può fare a meno! – una principessa.

E’ comunque il drago il segno più distintivo, quello entrato nell’immaginario collettivo allorché si discorre di imprese medievali contro oscure minacce, in quanto simbolo del paganesimo e del male.

Il drago è un personaggio frequente nelle storie dei santi medievali, troviamo una lunga lista di santi sauroctoni, cioè uccisori di draghi: Teodoro, Silvestro, Margherita e Marta (quest’ultima si limitò solo ad ammansire il mostro) a cui si aggiunge l’arcangelo Michele, alla guida della battaglia contro il drago apocalittico.

Della vita di San Giorgio non ci sono notizie storicamente fondate, se non che fu un soldato originario della Cappadocia, martirizzato sotto Diocleziano. Le storie che lo riguardano sono quindi il risultato di elaborazioni medievali, che si arricchivano progressivamente di dettagli.

L’iconografia tradizionale di San Giorgio è legata al suo miracolo più celebre, quello appunto dell’uccisione del drago come riportato nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.

Paolo Uccello: San Giorgio e il drago
(1470, National Gallery, Londra)

Viene narrato che per tenere lontano un mostro che infestava la città libica di Selem, gli abitanti estraessero a sorte giovani vittime da dargli in pasto; quando il sacrificio toccò alla figlia del re, comparve san Giorgio a cavallo che riuscì ad assoggettare il drago;  la principessa legò la cintola al mostro ammansito e lo condusse in città: di fronte a questo miracolo, il re e l’intera popolazione si convertirono e il drago venne finalmente ucciso.

Vi sono diversi motivi che hanno portato san Giorgio a emergere rispetto altri santi uccisori di draghi, spodestando di fatto san Teodoro che allora deteneva il primato (lo si può ancora vedere su una delle colonne in piazza san Marco a Venezia), probabilmente incarnava al meglio il cavaliere dell’epoca medievale durante l’incastellamento, come quello di cavaliere crociato il cui compito era proteggere i cristiani e schiacciare i pagani.

Raffaello Sanzio: San Giorgio e il drago
(1506, National Gallery of Art, Washinghton)

Marco Mattiuzzi – 23/04/2019

Gruppo Facebook “Pillole d’Arte”

Libro delle Ore
Libro delle Ore

 

 

Lascia una recensione

500
  Subscribe  
Notificami