Santa Maria del Fiore di Firenze: La Cupola di Brunelleschi

L’ideazione e la costruzione della grande Cupola del Duomo di Firenze, Santa Maria del Fiore, non fu una operazione da poco, si trattava di inventare nuove tecniche costruttive necessarie per erigerla.

La grande dimensione del perimetro del tamburo, l’elemento architettonico di raccordo posizionato alla base della stessa cupola che la innalza dalla struttura della chiesa, presupponeva l’erezione di un altrettanto grande cupolone.

Da non sottovalutare neppure il peso che una grande cupola riversava sul tamburo stesso, che le grandi aperture create per far entrare la luce di fatto lo indebolivano: con la costruzione delle cupola di S. Maria del Fiore a Firenze Brunelleschi apre la serie delle cupole del Rinascimento, in cui la costruzione senza centine è favorita dall’adozione del sesto acuto.

Infatti la cupola risulta alleggerita e quindi si diminuisce la spinta mediante l’adozione di una doppia calotta, in cui le due parti sono collegate da un sistema di nervature meridiane unite fra loro da archi paralleli.

Narrare la costruzione di questa grande cupola, seconda solo a quella della chiesa di San Pietro a Roma, è raccontare il rinascimento: gli artisti e architetti che vi hanno partecipato sono innumerevoli, così come sono stati diversi i poteri pubblici che si sono impegnati nella realizzazione dell’intero complesso del Duomo.

Salire sul Campanile di Giotto, altro capolavoro che lascia “a bocca aperta”, per poter ammirare meglio la cupola è d’obbligo se si ha la fortuna di visitare firenze, nonostante i 414 gradini di pietra consunta e le rampe lunghe e strette si è ampiamente ripagati per lo sforzo: il panorama che si può ammirare è straordinario, come si può constatare osservando le fotografie che allego a questa scheda.

Marco Mattiuzzi – 04/06/2019

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